Qualità dell’aria a Vasto

COMUNICATO STAMPA 19 Dicembre ’06



Qual è la qualità dell’aria a Vasto? Le rilevazioni più recenti, ad opera del mezzo mobile dell’ARTA, risalgono ormai –per Vasto Centro- al Gennaio 2004; per Vasto Punta Penna al Dicembre 2005.
Delle prime, visto che l’allora sindaco li teneva chiusi nel cassetto, noi stessi abbiamo reso pubblici i dati. E non erano affatto dati rassicuranti, in particolare per la presenza di Toluene e IPA in dosi da periferia industriale del terzo mondo .
Quanto a Punta Penna: anche in questo caso gli ultimi dati rilevati non sono stati resi pubblici. Questa volta, però, non sarebbero di per sé preoccupanti, se non si leggesse la relazione che li accompagna... Perché, se la si legge, si trova scritto, in premessa, che “è doveroso rilevare che il laboratorio mobile in dotazione a questo Dipartimento, ed utilizzato per questa campagna di monitoraggio ambientale, non è idoneo per caratterizzare eventuali apporti esterni di qualsivoglia tipo di inquinante” . La qual cosa, per la fonte da cui proviene (l’ARTA stessa), non è priva di un certo effetto.
Sul laboratorio mobile dell’ARTA delle riserve le aveva del resto già espresse, nel Gennaio 2005, l’allora assessore regionale all’Ambiente, Desiati (AN): “le centraline mobili non possono garantire l'oggettiva lettura media della situazione” .
“Per questa ragione”, proseguiva Desiati, “anche sulla base dei nuovi orientamenti espressi dall'Agenzia ambientale nazionale, anche l'Arta provvederà a dotarsi di centraline fisse, secondo programmi già varati, le quali avranno ubicazione anche a Vasto”.

Infatti. Il 22 Febbraio 2005 la Giunta Regionale approvò il cosiddetto Piano regionale triennale di tutela e risanamento ambientale 2005/2007, che prevedeva un consistente programma di spesa (27 milioni di euro) per interventi nell’intera regione. Era prevista in particolare, nell’intera regione, l’installazione di 88 centraline fisse di rilevamento della qualità dell’aria, per una spesa complessiva di 2milioni 200mila euro, dei quali 1milione 540mila coperti dalla Regione a favore dei Comuni per “affidamento diretto in seguito a presentazione di progetto”. Nel solo territorio di Vasto e di San Salvo le centraline previste erano 6 (4 a Vasto, 2 a S. Salvo), per una spesa complessiva di 150.000 euro, dei quali 105.000 di finanziamento regionale. Ma il Piano approvato in Giunta non riuscì a passare in Consiglio Regionale prima dello scioglimento per le elezioni dell’Aprile 2005.

Il nuovo assessore, Caramanico (DS), con una nota del 19 Settembre 2005 che rendemmo subito pubblica, si impegnò personalmente con la nostra associazione: “Quanto alle centraline di monitoraggio dell'aria, promesse dal governo regionale di centro destra nella passata legislatura e mai installate”, così scriveva, “verificheremo la possibilità di attivarle al più presto”.

E’ passato più di un anno. Lo scorso 24 Ottobre il Consiglio Regionale ha approvato una nuova –e definitiva- versione del Piano regionale triennale di tutela e risanamento ambientale, riferito questa volta agli anni 2006/2008.
In questa nuova versione, come nella precedente, “si prevede di incrementare la rete di monitoraggio esistente [definita “decisamente insufficiente”] nei Comuni considerati a rischio di inquinamento atmosferico [in Abruzzo sono 32 , NdR] attraverso l’implementazione del sistema di monitoraggio fisso”. Adesso però la spesa prevista è quasi raddoppiata, e ammonta a 2milioni 850mila euro, interamente coperti dalla Regione.
Fin qui tutto bene. Sembrerebbe un importante passo in avanti. Sembrerebbe –vogliamo sperarlo- si stiano finalmente ponendo le premesse per superare una storica situazione di arretratezza propria della zona del vastese, e dell’intera regione .

Non sono chiare però le modalità di attuazione del Piano. In difformità da quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia , che ne prevede l’attuazione mediante un finanziamento ai Comuni, e del Piano del Febbraio 2005, che seguiva lo stesso percorso, si sceglie ora la strada dell’affidamento diretto ad altri enti, e precisamente:
- all'ARTA per l’implementazione del sistema di monitoraggio della qualità dell'aria (2milioni 500mila euro);
- alla società Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo per un progetto pilota di monitoraggio dinamico della qualità dell'aria (350mila euro).

Quali saranno i tempi di attuazione del Piano? Chi è chiamato a risponderne? Quali i criteri per la scelta della localizzazione dei nodi della rete di rilevamento? Quali le sostanze oggetto di rilevamento? Quante centraline saranno impiantate? Quali le forme di pubblicità dei risultati? Eccetera. Sono domande non irrilevanti, cui gradiremmo una risposta da parte del direttore dell’ARTA regionale, Gaetano Basti; o dallo stesso assessore Caramanico.

Tuttavia, a parte ogni eventuale considerazione di legalità, è evidente che per un comune cittadino non è facile seguire la gestione di questi fondi.
E’ proprio quello che vorremmo chiedere al nostro rappresentante istituzionale, l’Assessore Comunale all’Ecologia Lina Marchesani.



19 Dicembre ’06




2.2. Qualità dell’aria.


Qual è la qualità dell’aria a Vasto? Le rilevazioni più recenti, ad opera del mezzo mobile dell’ARTA, risalgono ormai –per Vasto Centro- al Gennaio 2004; per Vasto Punta Penna al Dicembre 2005.

Delle prime, visto che l’allora sindaco li teneva chiusi nel cassetto, noi stessi abbiamo reso pubblici i dati. E non erano affatto dati rassicuranti, in particolare per la presenza di Toluene e IPA in dosi da periferia industriale del terzo mondo1.

Quanto a Punta Penna: anche in questo caso gli ultimi dati rilevati non sono stati resi pubblici. Questa volta, però, non sarebbero di per sé preoccupanti, se non si leggesse la relazione che li accompagna... Perché, se la si legge, si trova scritto, in premessa, che “è doveroso rilevare che il laboratorio mobile in dotazione a questo Dipartimento, ed utilizzato per questa campagna di monitoraggio ambientale, non è idoneo per caratterizzare eventuali apporti esterni di qualsivoglia tipo di inquinante”2. La qual cosa, per la fonte da cui proviene (l’ARTA stessa), non è priva di un certo effetto.

Sul laboratorio mobile dell’ARTA delle riserve le aveva del resto già espresse, nel Gennaio 2005, l’allora assessore regionale all’Ambiente, Desiati (AN): “le centraline mobili non possono garantire l'oggettiva lettura media della situazione”3.

Per questa ragione”, proseguiva Desiati, “anche sulla base dei nuovi orientamenti espressi dall'Agenzia ambientale nazionale, anche l'Arta provvederà a dotarsi di centraline fisse, secondo programmi già varati, le quali avranno ubicazione anche a Vasto”.


Infatti. Il 22 Febbraio 2005 la Giunta Regionale approvò il cosiddetto Piano regionale triennale di tutela e risanamento ambientale 2005/2007, che prevedeva un consistente programma di spesa (27 milioni di euro) per interventi nell’intera regione. Era prevista in particolare, nell’intera regione, l’installazione di 88 centraline fisse di rilevamento della qualità dell’aria, per una spesa complessiva di 2milioni 200mila euro, dei quali 1milione 540mila coperti dalla Regione a favore dei Comuni per “affidamento diretto in seguito a presentazione di progetto”. Nel solo territorio di Vasto e di San Salvo le centraline previste erano 6 (4 a Vasto, 2 a S. Salvo), per una spesa complessiva di 150.000 euro, dei quali 105.000 di finanziamento regionale. Ma il Piano approvato in Giunta non riuscì a passare in Consiglio Regionale prima dello scioglimento per le elezioni dell’Aprile 2005.


Il nuovo assessore, Caramanico (DS), con una nota del 19 Settembre 2005 che rendemmo subito pubblica, si impegnò personalmente con la nostra associazione: “Quanto alle centraline di monitoraggio dell'aria, promesse dal governo regionale di centro destra nella passata legislatura e mai installate”, così scriveva, “verificheremo la possibilità di attivarle al più presto”.


E’ passato più di un anno. Lo scorso 24 Ottobre il Consiglio Regionale ha approvato una nuova –e definitiva- versione del Piano regionale triennale di tutela e risanamento ambientale, riferito questa volta agli anni 2006/2008.

In questa nuova versione, come nella precedente, “si prevede di incrementare la rete di monitoraggio esistente [definita “decisamente insufficiente”] nei Comuni considerati a rischio di inquinamento atmosferico [in Abruzzo sono 324, NdR] attraverso l’implementazione del sistema di monitoraggio fisso”. Adesso però la spesa prevista è quasi raddoppiata, e ammonta a 2milioni 850mila euro, interamente coperti dalla Regione.

Fin qui tutto bene. Sembrerebbe un importante passo in avanti. Sembrerebbe –vogliamo sperarlo- si stiano finalmente ponendo le premesse per superare una storica situazione di arretratezza propria della zona del vastese, e dell’intera regione5.


Non sono chiare però le modalità di attuazione del Piano. In difformità da quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia6, che ne prevede l’attuazione mediante un finanziamento ai Comuni, e del Piano del Febbraio 2005, che seguiva lo stesso percorso, si sceglie ora la strada dell’affidamento diretto ad altri enti, e precisamente:

  • all'ARTA per l’implementazione del sistema di monitoraggio della qualità dell'aria (2milioni 500mila euro);

  • alla società Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo7 per un progetto pilota di monitoraggio dinamico della qualità dell'aria (350mila euro).


Quali saranno i tempi di attuazione del Piano? Chi è chiamato a risponderne? Quali i criteri per la scelta della localizzazione dei nodi della rete di rilevamento? Quali le sostanze oggetto di rilevamento? Quante centraline saranno impiantate? Quali le forme di pubblicità dei risultati? Eccetera. Sono domande non irrilevanti, cui gradiremmo una risposta da parte del direttore dell’ARTA regionale, Gaetano Basti; o dallo stesso assessore Caramanico.


Tuttavia, a parte ogni eventuale considerazione di legalità, è evidente che per un comune cittadino non è facile seguire la gestione di questi fondi.

E’ proprio quello che vorremmo chiedere al nostro rappresentante istituzionale, l’Assessore Comunale all’Ecologia Lina Marchesani.



1 “Vasto come Bombay” titolò Il Tempo. Per i particolari su queste sostanze, e in generale sui dati dei rilevamenti a Vasto, si veda –sul nostro sito- il comunicato del 26 Gennaio 2005.

2 “… perché la strumentazione analitica in dotazione è dedicata prevalentemente al controllo della presenza in atmosfera di inquinanti emessi da insediamenti civili [?], ma soprattutto da traffico autoveicolare.” (pag. 12). E, in conclusione: “C’è da evidenziare che, a volte, durante i controlli periodici effettuati sul posto dai sottoscritti tecnici per verificare la corretta funzionalità della strumentazione, si è chiaramente percepito odore di tipo ammoniacale insieme ad altri non facilmente distinguibili. In seguito si è tornati più volte con un analizzatore portatile per aria ambiente per fare uno screening sia pure qualitativo e ricercare quale composto o composti determinavano tale effetto. Purtroppo durante questi ultimi sopralluoghi il fenomeno non si è ripetuto e di conseguenza, con la strumentazionew a disposizione, non si è riusciti ad individuare la presenza di ulteriori inquinanti” (pag. 16).

3 AGI, 2005-01-27.

4 Alba Adriatica, Atessa, Atri, Avezzano, Casalbordino, Celano, Chieti, Città S. Angelo, Fossacesia, Francavilla al Mare, Giulianova, Lanciano, L’Aquila, Martinsicuro, Montesilvano, Ortona, Penne, Pescara, Pineto, Rivisondoli, Roccaraso, Rocca San Giovanni, Roseto, San Salvo, San Vito, Silvi, Spoltore, Sulmona, Teramo, Torino di Sangro, Tortoreto, Vasto. L’elenco è stato stabilito dal DGR 30 Novembre 2001 (integrato dal DGR 13 Maggio 2002 n. 253).

5 Secondo dati ISTAT (aggiornati al 2002) la dotazione di stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria in Abruzzo è di 0,7 stazioni per 100.000 abitanti, contro una media di 0,8 nel Mezzogiorno e di 1,6 nell’intera Italia.

6 L.R. 26.04.2004, n. 15, Art. 225 (Piano regionale di tutela e risanamento ambientale), comma 5: “Il Piano è attuato:

a) mediante concessione agli enti locali di contributi in conto capitale fino al settanta per cento delle spese ammissibili per la realizzazione di impianti ed opere; b) mediante bandi, di norma regionali, per la concessione a soggetti pubblici e privati di contributi per la realizzazione di impianti ed opere collegati alle finalità del programma e per l'introduzione di sistemi finalizzati al miglioramento della qualità ambientale.” L’articolo è espressamente richiamato nella Delibera di approvazione del Consiglio Regionale.

7 Era, sino allo scorso Novembre, un Consorzio misto pubblico-privato. Oggi –dopo l’uscita dal CdA della Regione e di altri enti pubblici- è a tutti gli effetti una società privata.

ALCUNE PROMESSE NON MANTENUTE DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE PIETROCOLA. (1)

13 Gennaio ’06




A pochi mesi dallo scioglimento del Consiglio Comunale ci pare il caso di fare il punto su alcuni impegni assunti, e non mantenuti, dall’amministrazione Pietrocola. Ciò nella speranza che, per alcuni di essi almeno, il poco tempo restante possa ancora essere utilmente speso. Ce lo auguriamo sinceramente, al di là di ogni intento polemico.

L’elenco è abbastanza consistente, e per darvi fondo avremo bisogno di più puntate. Cominciamo dagli impegni presi con la nostra associazione.


  1. Il centro storico.

L’abbiamo già detto: l’abbandono in cui versa il centro storico è stata sino ad ora la sua difesa migliore. Ma il degrado, e le ristrutturazioni selvagge di questi anni, stanno dissipando per sempre, un pezzo alla volta, l’assetto originario della città antica. L’assenza di norme specifiche di tutela è pressoché assoluta. Da anni la nostra associazione va chiedendo all’amministrazione comunale un quadro generale minimo di riferimento, come una misura elementare di civiltà. A seguito di incontri intercorsi fino all’Aprile 2005 con gli assessori Giangiacomo (FI) e Catalano (FI), avevamo ottenuto da loro l’assunzione dei seguenti impegni:


    1. Revisione dell’art. 98 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG, con l’introduzione di vincoli restrittivi riguardo alla modifica delle altezze, dei voluni, delle facciate1. L’amministrazione comunale ha di recente indicato al prossimo Febbraio la data di presentazione in Consiglio Comunale delle modifiche alle NTA. Tra queste non risulta nessuna delle promesse modifiche all’art. 98. Forse per questo La nostra associazione non è stata nel merito neppure consultata, al contrario di quanto gli assessori Giangiacomo e Catalano si erano impegnati a fare.

    2. Inserimento “entro la fine della legislatura2”- all’interno del nuovo Regolamento Edilizio (“in via di elaborazione3, Catalano) di norme specifiche relative all’arredo, al decoro e all’igiene dell’ambiente urbano. Anche in questo caso gli assessori si erano impegnati a consultarci, e anche questo impegno è stato sin’ora disatteso.

    3. Elaborazione e presentazione (sempre “entro la fine della legislatura”) di un Piano del Colore. Anche qui c’era un impegno di consultazione, sin’ora disatteso.


Al solo assessore Giangiacomo va invece imputata:


  1. La mancata realizzazione del Contratto di Quartiere denominato “Via Marchesani”, approvato –su finanziamento regionale- dal Consiglio Comunale del 5 aprile 2004, relativo al rudere di via Marchesani. L’intervento, in un primo momento ampliamente e variamente illustrato dalla stampa locale4, e in particolare dall’assessore Giangiacomo5, è stato successivamente –e in sordina- stralciato, e i fondi relativi dirottati altrove. A sanare questo sconcio non è bastata all’amministrazione comunale un’intera legislatura.


L’elenco non sarebbe completo se trascurassimo le promesse fatteci nel corso del 2003 dall’allora assessore ai Servizi, Dario Ciancaglini (AN), da solo…


  1. L’impegno a disporre un piano di graduale sostituzione del manto stradale nell’intero quartiere6[di Porta Nuova]. Mai attuato.

  2. La disponibilità del Comune ad un intervento di ripulitura e di manutenzione ordinaria dell’ arco di Porta Nuova7”. Mai attuato.


o in coppia con l'assessore alla Polizia Municipale e alla viabilità, Nicola Soria (UDC):


  1. l’impegno “all'immediata chiusura della storica piazza8 di S. Pietro. Attuato al contrario.









(segue)

1 Si veda il nostro comunicato del 22.4.’05: “Gli assessori hanno dichiarato di condividere in linea generale le nostre richieste, e si sono impegnati a riportarle in sede di Commissione consiliare.” Sulla stampa, prima che uscisse il nostro comunicato, l’assessore Catalano si era persino implicitamente attribuito la titolarità delle nostre proposte: “Frenare la cementificazione e prevedere maggiori vincoli per l’edificazione nel centro storico: è la filosofia di fondo che ispira la norma proposta dalla commissione tecnica presieduta dall’assessore all’Urbanistica Antonio Catalano[…]«Occorrono vincoli maggiori: ecco perché ho proposto una norma che, nelle more di un piano di recupero a mio avviso necessario, ponga limiti alle sopraelevazioni e alle ristrutturazioni, incentivando gli interventi di salvaguardia», aggiunge Catalano […], etc.: Il Centro, 14.4.’05.

2 Rimandiamo ancora al nostro comunicato del 22.4.’05.

3 Ib.

4 Maxi contratti, spuntano tre progetti”, Il Centro 1.4.’04; Contratti di Quartiere. Nuovi appartamenti in centro. Verso il recupero le palazzine di via Marchesani”, Il Centro 22.10.’04; Via libera alla proposta del Comune. Il centrosinistra aveva contestato il destino dei manufatti di via Marchesani.”, Il Centro, 27.12.04..

5 "L'intervento più importante? Di certo sarà il contratto di quartiere per la riqualificazione del centro storico -ha detto l'assessore Giangiacomo- un piano che grazie al cofinanziamento di un milione di euro da parte della Regione, ci consentirà di eliminare finalmente il problema del caseggiato fatiscente di Piazza Histonium": Il Messaggero, 24.12.’04.

6 Nel nostro comunicato stampa del 7.4.’03. Impegno ribadito su Il Centro del 28.4.’04.

7 Ib. Si veda anche: Il Centro, 8.4.’03; Il Tempo, 9.4.’03.

8 Il Tempo, 6.6.’03.