Possiamo fidarci della SASI? (3)
3. GLI INVESTIMENTI ANNUNCIATI.
Dichiarazioni.
1° Maggio 2003. Giuseppe Di Campli, presidente della SASI: “Per il 2003 è stato previsto un piano di interventi consistente, che andrà a risolvere diversi problemi in alcune zone del Frentano e del Vastese. Interventi che saranno sostenuti con il ricavato delle nuove tariffe dei servizi idrici ”.
24 Agosto 2003. Remo Di Martino, presidente dell’ATO 6: “Con l’applicazione dell’accordo di programma-quadro, sono previsti per il prossimo anno, i primi interventi per rifare le reti idriche delle città del nostro ambito. Si comincerà con un monitoraggio della rete ”.
7 Ottobre 2003. Antonio Tamburrino, componente del Consiglio di Amministrazione dell’ATO 6: “Su Lanciano, Vasto, Ortona, Casoli, Casalbordino saranno effettuati dei rilievi sulle condutture per giungere così al recupero delle perdite. I lavori dovrebbero essere assegnati già dal prossimo anno ”.
Su cosa fanno affidamento queste ottimistiche quanto autorevoli dichiarazioni? Naturalmente sul Piano d’Ambito.
Gli interventi prioritari previsti nel Piano d’Ambito.
Nel Dicembre del 2002 i sindaci dei 92 comuni interessati approvarono il Piano d’Ambito dell’ATO 6 Chietino. Per interventi prioritari risultano in programma, nei primi quattro anni, 26 milioni 160 mila euro, l’89% dei quali (€ 23 milioni 232 mila) per opere di ristrutturazione e ammodernamento della rete . “In seguito agli interventi di recupero perdite (programmati dal 1° anno al 4° anno), sarà possibile”, si legge nel Piano d’Ambito, “erogare un volume pari alla domanda teorica complessiva ”. E’ la soluzione finale del problema della carenza idrica nella nostra zona. Si tratta, per intenderci, di portare, entro il 2007, i volumi erogati (in migliaia di metri cubi) da 19.415 a 24.590: un incremento del 26,7%, il 6° maggior incremento previsto su 41 ATO censiti al riguardo a livello nazionale . “Previsioni fortemente ottimistiche ”, le ha definite il COVIRI.
Il 20,6% (pari ad € 4 milioni 780 mila) della spesa prevista avrebbe dovuto essere impiegata nei primi due anni (2003 e 2004) .
A tutt’oggi alcun intervento sulla rete idrica risulta avviato.
L’attuazione degli investimenti programmati è importante non solo per il necessario miglioramento del servizio idrico, ma anche perché su di essa poggia l’intero piano tariffario. Se il piano degli investimenti non dovesse essere rispettato ciò costituirebbe un danno certo per tutta la collettività .
Chiediamo:
- Alla SASI. L’ente di gestione, secondo la legge , avrebbe il dovere di predisporre periodicamente “una relazione sui risultati conseguiti, dando ad essa adeguata pubblicità”. Non sarebbe forse il caso, una volta tanto, di fornire qualche informazione agli utenti sull’andamento della gestione?
- Ai sindaci. Per quanto tempo intendano restare inerti di fronte all’incipiente fallimento del Piano d’Ambito che essi stessi hanno approvato. Inoltre: non avrebbero essi pure l’elementare dovere di informare i propri elettori?
- Alla Regione. Troviamo apprezzabili le pubbliche sollecitazioni che, di recente, l’assessore De Matteis ha rivolto agli enti d’ambito e alle società di gestione. Non sarebbe il caso, tuttavia, come chiede il COVIRI, di aggiornare le convenzione di affidamento “in particolare per quanto riguarda le attività di verifica e controllo sul gestore ”?
- Alle associazioni di difesa dei consumatori, ai sindacati, ai partiti che con noi intendano impegnarsi su questi temi. Ci pare urgente l’istituzione di un comitato zonale permanente di coordinamento sul tema del servizio idrico. Come già molte associazioni in tutta Italia –e come suggerisce persino il COVIRI - esso potrebbe richiedere anzitutto l’instaurazione di “un contesto istituzionale di collaborazione con gli enti concedenti del servizio”. Sarebbe un primo passo, noi crediamo ineludibile, per svolgere insieme un’azione più efficace.
17 Settembre ’04
POSSIAMO FIDARCI DELLA SASI?
GLI INVESTIMENTI ANNUNCIATI.
Dichiarazioni.
1° Maggio 2003. Giuseppe Di Campli, presidente della SASI: “Per il 2003 è stato previsto un piano di interventi consistente, che andrà a risolvere diversi problemi in alcune zone del Frentano e del Vastese. Interventi che saranno sostenuti con il ricavato delle nuove tariffe dei servizi idrici 1”.
24 Agosto 2003. Remo Di Martino, presidente dell’ATO 6: “Con l’applicazione dell’accordo di programma-quadro, sono previsti per il prossimo anno, i primi interventi per rifare le reti idriche delle città del nostro ambito. Si comincerà con un monitoraggio della rete2”.
7 Ottobre 2003. Antonio Tamburrino, componente del Consiglio di Amministrazione dell’ATO 6: “Su Lanciano, Vasto, Ortona, Casoli, Casalbordino saranno effettuati dei rilievi sulle condutture per giungere così al recupero delle perdite. I lavori dovrebbero essere assegnati già dal prossimo anno3”.
Su cosa fanno affidamento queste ottimistiche quanto autorevoli dichiarazioni? Naturalmente sul Piano d’Ambito.
Gli interventi prioritari previsti nel Piano d’Ambito.
Nel Dicembre del 2002 i sindaci dei 92 comuni interessati approvarono il Piano d’Ambito dell’ATO 6 Chietino. Per interventi prioritari risultano in programma, nei primi quattro anni, 26 milioni 160 mila euro, l’89% dei quali (€ 23 milioni 232 mila) per opere di ristrutturazione e ammodernamento della rete4. “In seguito agli interventi di recupero perdite (programmati dal 1° anno al 4° anno), sarà possibile”, si legge nel Piano d’Ambito, “erogare un volume pari alla domanda teorica complessiva5”. E’ la soluzione finale del problema della carenza idrica nella nostra zona. Si tratta, per intenderci, di portare, entro il 2007, i volumi erogati (in migliaia di metri cubi) da 19.415 a 24.590: un incremento del 26,7%, il 6° maggior incremento previsto su 41 ATO censiti al riguardo a livello nazionale6. “Previsioni fortemente ottimistiche7”, le ha definite il COVIRI.
Il 20,6% (pari ad € 4 milioni 780 mila) della spesa prevista avrebbe dovuto essere impiegata nei primi due anni (2003 e 2004)8.
A tutt’oggi alcun intervento sulla rete idrica risulta avviato.
L’attuazione degli investimenti programmati è importante non solo per il necessario miglioramento del servizio idrico, ma anche perché su di essa poggia l’intero piano tariffario. Se il piano degli investimenti non dovesse essere rispettato ciò costituirebbe un danno certo per tutta la collettività9.
Chiediamo:
Alla SASI. L’ente di gestione, secondo la legge10, avrebbe il dovere di predisporre periodicamente “una relazione sui risultati conseguiti, dando ad essa adeguata pubblicità”. Non sarebbe forse il caso, una volta tanto, di fornire qualche informazione agli utenti sull’andamento della gestione?
Ai sindaci. Per quanto tempo intendano restare inerti di fronte all’incipiente fallimento del Piano d’Ambito che essi stessi hanno approvato. Inoltre: non avrebbero essi pure l’elementare dovere di informare i propri elettori?
Alla Regione. Troviamo apprezzabili le pubbliche sollecitazioni che, di recente, l’assessore De Matteis ha rivolto agli enti d’ambito e alle società di gestione. Non sarebbe il caso, tuttavia, come chiede il COVIRI, di aggiornare le convenzione di affidamento “in particolare per quanto riguarda le attività di verifica e controllo sul gestore11”?
Alle associazioni di difesa dei consumatori, ai sindacati, ai partiti che con noi intendano impegnarsi su questi temi. Ci pare urgente l’istituzione di un comitato zonale permanente di coordinamento sul tema del servizio idrico. Come già molte associazioni in tutta Italia –e come suggerisce persino il COVIRI12- esso potrebbe richiedere anzitutto l’instaurazione di “un contesto istituzionale di collaborazione con gli enti concedenti del servizio”. Sarebbe un primo passo, noi crediamo ineludibile, per svolgere insieme un’azione più efficace.
1 Il Centro, 1.5.’03.
2 Il Centro, 24.8.’03.
3 Il Centro, 7.10.’03.
4 ATO 6 – Chietino, Piano d’Ambito, capitolo IV, tabb. 4.1/4a e 4.2/1.
5 Ib, capitolo VI, p. 12. Un bel risultato, indubbiamente, visto che –sempre secondo il Piano d’Ambito- “il deficit di domanda insoddisfatta è pari attualmente a circa il 49%”
6 Fonte: Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche (COVIRI), Relazione annuale al Parlamento sullo stato dei servizi idrici. Anno 2003. Roma, luglio 2004, p. 66.
7 Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche (COVIRI), Relazione annuale…, p. 15.
8 ATO 6 – Chietino, Piano d’Ambito, capitolo IV, tabb. 4.1/4a e 4.2/1.
9 Solo un esempio: a proposito dell’Accordo di Programma Quadro (APQ), sottoscritto con il Governo, l’assessore alle Opere Pubbliche, Giorgio De Matteis, “ha ricordato che entro il prossimo 31 dicembre, termine inderogabile, bisogna appaltare le opere previste, pena la revoca del finanziamento”: Il Centro, 9.9.’04.
10 D.P.C.M. 27 gennaio 1994 (direttiva Ciampi), II,5.2 e D.P.C.M. 29 aprile 1999.
11 Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche (COVIRI), Relazione annuale…, p. 17.
12 Ib, p. 112.
Possiamo fidarci della SASI? (2)
2. LA CARTA DEI SERVIZI.
La funzione della Carta dei Servizi. L’attuazione della riforma voluta dalla legge Galli ha comportato la delocalizzazione della gestione del servizio, e il progressivo disimpegno dei Comuni. La Carta dei Servizi, nell’intenzione del legislatore, pone delle garanzie a tutela dei consumatori come contrappeso alla maggiore distanza –anche fisica- che è venuta così a prodursi tra i cittadini e l’ente di gestione. Essa“costituisce elemento integrativo del contratto, obbliga ad una prestazione con caratteristiche oggettivamente prestabilite e assicura ai consumatori una tutela diversa e aggiuntiva rispetto a quella giurisdizionale ”. “La definizione dei livelli prestazionali previsti nella carta deve essere considerata come momento peculiare di individuazione, in maniera chiara e precisa, dei diritti dell’utenza. ”
La SASI l’ha adottata… La SASI, insieme al Piano d’Ambito, ha adottato la Carta dei Servizi. Presumibilmente anche perché “le delibere CIPE in materia tariffaria per i servizi acquedottistici” consentono agli esercenti che ne siano provvisti “di beneficiare di incrementi più marcati delle tariffe ”.
…ma poi l’ha nascosta nel cassetto. “Stiamo distribuendo agli utenti la carta del servizio ”, dichiarava ai giornali il 5 Ottobre 2003 il presidente della SASI, Di Campli. L’impegno veniva rinnovato il successivo 21 Gennaio. E’ passato quasi un anno. La Carta dei Servizi dell’Ente d’Ambito n. 6 – Chietino- è stata, sino ad ora, resa pubblica (nello scorso Gennaio) solo da noi. Va da sé che, se le garanzie offerte non vengono rese note, il tutto si riduce ad una beffa. “Definire i diritti senza darne informazione priva di efficacia i diritti medesimi e rende vani gli ulteriori sforzi. In tali casi si assiste al totale svuotamento delle funzioni che la Carta dei Servizi dovrebbe svolgere. ”
La Carta dei Servizi adottata dalla SASI. Va da sé che il contenuto della Carta non può essere arbitrario. L’ente gestore, nella sua redazione, deve attenersi alle prescrizioni di legge. Vedremo di seguito che La Carta dei Servizi adottata dalla SASI non risponde, in molti punti, taluni dei quali di importanza non secondaria, a quelle prescrizioni. La legge infatti prevede:
1) “Alle utenze potabili domestiche devono essere assicurati: una dotazione pro-capite giornaliera alla consegna, non inferiore a 150 1/ab/giorno, intesa come volume attingibile dall'utente nelle 24 ore. Il contratto con l'utente menzionerà il numero di «dotazioni» assegnato all'utente e ad esso garantito ”. Non solo –l’abbiamo visto nel comunicato precedente - questo limite (per oltre 93.000 abitanti, pari a circa al 34% della popolazione residente) non viene rispettato; ma di esso neppure si fa menzione.
2) “Il servizio deve essere effettuato con continuità 24 ore su 24 e in ogni giorno dell'anno ”. Di questa fondamentale prescrizione di legge –non rispettata- nella Carta dei Servizi non solo non si fa menzione; ma neppure sono indicati i modi, i tempi, le condizioni di una sua futura eventuale attuazione. Viene assicurato l’«impegno». “E’ garantito l’impegno ad erogare un servizio continuo, regolare e senza interruzioni ”; “è garantito il massimo impegno per la continuità e la regolarità del servizio d’erogazione ”. Non è certo questa la “prestazione con caratteristiche oggettivamente prestabilite ” di cui parla la Corte dei Conti.
3) La presenza degli sportelli. “Gli sportelli del gestore debbono essere adeguatamente distribuiti in relazione alle esigenze dell'utenza nel territorio ”. Riconoscendo questa mancanza, lo scorso 5 Gennaio il presidente della SASI Di Campli e il presidente dell’ATO Remo Di Martino avevano dichiarato: “Nei prossimi cinque mesi, Sasi e Ato apriranno degli «sportelli decentrati» per tutelare le esigenze territoriali degli utenti ”. La promessa non è stata mantenuta.
4) Le rettifiche di fatturazione. “Per i casi in cui l'errore venga segnalato dall'utente, sono indicati i tempi massimi di rettifica della fatturazione riconosciuta errata.[…] Sono altresì fissati i tempi massimi per la restituzione dei pagamenti in eccesso a partire dal momento in cui viene segnalato l'errore di fatturazione ”. I tempi non sono previsti nella Carta della SASI.
5) Le misure da assumere in caso di crisi idrica da scarsità. “In caso di scarsità, prevedibile o in atto il gestore, con adeguato preavviso, deve informare l'utenza, proponendo all'Autorità concedente le misure da adottare per coprire il periodo di crisi ”. Neppure questo è previsto nella Carta della SASI.
6) I tempi di preavviso per interventi programmati. “Vengono indicate, con un periodo di tempo indicato dal gestore non inferiore a due giorni di anticipo, le modalità di preavviso di lavori da effettuare sulla rete ”. Nella Carta della SASI non vengono indicati i tempi.
7) La durata delle sospensioni programmate. “I gestori indicano i tempi di durata massima delle interruzioni programmate, che comunque non devono essere superiori a 24 ore ”. Anche in questo caso i tempi non sono indicati.
8) I tempi previsti per la riparazione dei guasti. “Riparazione di guasti ordinari entro 12 ore dalla segnalazione per gli impianti, entro 12 ore per le tubazioni sino a 300 mm di DN, e entro 24 ore per le tubazioni di diametro superiore ”. La SASI garantisce un tempo di intervento (non di riparazione!) entro i 2 (due) giorni lavorativi dalla richiesta; ma è previsto che si possa attendere fino ai 15 giorni .
9) Infine, l’informazione agli utenti sul servizio reso. “Il gestore rende pubblici periodicamente, con cadenza almeno semestrale, i principali dati qualiquantitativi relativi al servizio erogato”,“affinché gli utenti e gli organismi preposti al monitoraggio della qualità del servizio possano verificare il grado di raggiungimento degli standard generali prefissati ”. Nulla di tutto questo nella Carta della SASI. Questo, in fin dei conti, è comprensibile: la vaghezza degli impegni assunti sembra rendere superfluo qualsivoglia rendiconto.
Ai partiti, ai sindaci che compongono l’assemblea dell’ATO diciamo: naturalmente è possibile continuare su questa strada come niente fosse (salvo lamentare di volta in volta questa o quella disfunzione). Noi crediamo però che un ceto politico degno di questo nome debba porsi preventivamente il problema politico del controllo. Esso ne ha ogni facoltà, poiché proprio dall’ATO la SASI ha ricevuto l’affidamento della gestione. Non sarebbe male se i sindaci iniziassero a pensare alla
10 Settembre ’04
POSSIAMO FIDARCI DELLA SASI?
LA CARTA DEI SERVIZI.
La funzione della Carta dei Servizi. L’attuazione della riforma voluta dalla legge Galli ha comportato la delocalizzazione della gestione del servizio, e il progressivo disimpegno dei Comuni. La Carta dei Servizi, nell’intenzione del legislatore, pone delle garanzie a tutela dei consumatori come contrappeso alla maggiore distanza –anche fisica- che è venuta così a prodursi tra i cittadini e l’ente di gestione. Essa“costituisce elemento integrativo del contratto, obbliga ad una prestazione con caratteristiche oggettivamente prestabilite e assicura ai consumatori una tutela diversa e aggiuntiva rispetto a quella giurisdizionale1”. “La definizione dei livelli prestazionali previsti nella carta deve essere considerata come momento peculiare di individuazione, in maniera chiara e precisa, dei diritti dell’utenza.2”
La SASI l’ha adottata… La SASI, insieme al Piano d’Ambito, ha adottato la Carta dei Servizi. Presumibilmente anche perché “le delibere CIPE in materia tariffaria per i servizi acquedottistici” consentono agli esercenti che ne siano provvisti “di beneficiare di incrementi più marcati delle tariffe3”.
…ma poi l’ha nascosta nel cassetto. “Stiamo distribuendo agli utenti la carta del servizio4”, dichiarava ai giornali il 5 Ottobre 2003 il presidente della SASI, Di Campli. L’impegno veniva rinnovato il successivo 21 Gennaio. E’ passato quasi un anno. La Carta dei Servizi dell’Ente d’Ambito n. 6 – Chietino- è stata, sino ad ora, resa pubblica (nello scorso Gennaio) solo da noi. Va da sé che, se le garanzie offerte non vengono rese note, il tutto si riduce ad una beffa. “Definire i diritti senza darne informazione priva di efficacia i diritti medesimi e rende vani gli ulteriori sforzi. In tali casi si assiste al totale svuotamento delle funzioni che la Carta dei Servizi dovrebbe svolgere.5”
La Carta dei Servizi adottata dalla SASI. Va da sé che il contenuto della Carta non può essere arbitrario. L’ente gestore, nella sua redazione, deve attenersi alle prescrizioni di legge. Vedremo di seguito che La Carta dei Servizi adottata dalla SASI non risponde, in molti punti, taluni dei quali di importanza non secondaria, a quelle prescrizioni. La legge infatti prevede:
1) “Alle utenze potabili domestiche devono essere assicurati: una dotazione pro-capite giornaliera alla consegna, non inferiore a 150 1/ab/giorno, intesa come volume attingibile dall'utente nelle 24 ore. Il contratto con l'utente menzionerà il numero di «dotazioni» assegnato all'utente e ad esso garantito6”. Non solo –l’abbiamo visto nel comunicato precedente - questo limite (per oltre 93.000 abitanti, pari a circa al 34% della popolazione residente) non viene rispettato; ma di esso neppure si fa menzione.
2) “Il servizio deve essere effettuato con continuità 24 ore su 24 e in ogni giorno dell'anno7”. Di questa fondamentale prescrizione di legge –non rispettata- nella Carta dei Servizi non solo non si fa menzione; ma neppure sono indicati i modi, i tempi, le condizioni di una sua futura eventuale attuazione. Viene assicurato l’«impegno». “E’ garantito l’impegno ad erogare un servizio continuo, regolare e senza interruzioni8”; “è garantito il massimo impegno per la continuità e la regolarità del servizio d’erogazione9”. Non è certo questa la “prestazione con caratteristiche oggettivamente prestabilite10” di cui parla la Corte dei Conti.
3) La presenza degli sportelli. “Gli sportelli del gestore debbono essere adeguatamente distribuiti in relazione alle esigenze dell'utenza nel territorio11”. Riconoscendo questa mancanza, lo scorso 5 Gennaio il presidente della SASI Di Campli e il presidente dell’ATO Remo Di Martino avevano dichiarato: “Nei prossimi cinque mesi, Sasi e Ato apriranno degli «sportelli decentrati» per tutelare le esigenze territoriali degli utenti12”. La promessa non è stata mantenuta.
4) Le rettifiche di fatturazione. “Per i casi in cui l'errore venga segnalato dall'utente, sono indicati i tempi massimi di rettifica della fatturazione riconosciuta errata.[…] Sono altresì fissati i tempi massimi per la restituzione dei pagamenti in eccesso a partire dal momento in cui viene segnalato l'errore di fatturazione13”. I tempi non sono previsti nella Carta della SASI.
5) Le misure da assumere in caso di crisi idrica da scarsità. “In caso di scarsità, prevedibile o in atto il gestore, con adeguato preavviso, deve informare l'utenza, proponendo all'Autorità concedente le misure da adottare per coprire il periodo di crisi14”. Neppure questo è previsto nella Carta della SASI.
6) I tempi di preavviso per interventi programmati. “Vengono indicate, con un periodo di tempo indicato dal gestore non inferiore a due giorni di anticipo, le modalità di preavviso di lavori da effettuare sulla rete15”. Nella Carta della SASI non vengono indicati i tempi.
7) La durata delle sospensioni programmate. “I gestori indicano i tempi di durata massima delle interruzioni programmate, che comunque non devono essere superiori a 24 ore16”. Anche in questo caso i tempi non sono indicati.
8) I tempi previsti per la riparazione dei guasti. “Riparazione di guasti ordinari entro 12 ore dalla segnalazione per gli impianti, entro 12 ore per le tubazioni sino a 300 mm di DN, e entro 24 ore per le tubazioni di diametro superiore17”. La SASI garantisce un tempo di intervento (non di riparazione!) entro i 2 (due) giorni lavorativi dalla richiesta; ma è previsto che si possa attendere fino ai 15 giorni18.
9) Infine, l’informazione agli utenti sul servizio reso. “Il gestore rende pubblici periodicamente, con cadenza almeno semestrale, i principali dati qualiquantitativi relativi al servizio erogato”,“affinché gli utenti e gli organismi preposti al monitoraggio della qualità del servizio possano verificare il grado di raggiungimento degli standard generali prefissati19”. Nulla di tutto questo nella Carta della SASI. Questo, in fin dei conti, è comprensibile: la vaghezza degli impegni assunti sembra rendere superfluo qualsivoglia rendiconto.
Ai partiti, ai sindaci che compongono l’assemblea dell’ATO diciamo: naturalmente è possibile continuare su questa strada come niente fosse (salvo lamentare di volta in volta questa o quella disfunzione). Noi crediamo però che un ceto politico degno di questo nome debba porsi preventivamente il problema politico del controllo. Esso ne ha ogni facoltà, poiché proprio dall’ATO la SASI ha ricevuto l’affidamento della gestione. Non sarebbe male se i sindaci iniziassero a pensare alla qualità del servizio reso dalla SASI, del quale la Carta dei Servizi è parte integrante20.
1 Corte dei Conti – Sezione Autonomie – Relazione sul risultato dell’indagine riguardante i servizi pubblici locali con particolare riferimento ai servizi idrici e alla depurazione delle acque reflue urbane nelle regioni Lombardia e Lazio, cap. 3. Par. 4, Roma, 13.2.2003.
2 Comitato per la Vigilanza sull’uso delle Risorse Idriche (COVIRI), Rapporto sulle Carte dei Servizi, Roma, Luglio 2004, p. 109. Ricordiamo che il COVIRI è un comitato, a nomina governativa, istituito dall’Art. 21 della legge 5 gennaio 1994, n. 36 (legge Galli).
3 Ib., p. 12.
4 Il Centro, 5 Ottobre 2003.
5 COVIRI, Rapporto…, p. 13.
6 D.P.C.M. 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche 8.2.a.
7 Ib., 8.2.9.
8 SASI, Carta del Servizio idrico integrato, pag. 3.
9 Ib., pag. 4.
10 Vedi la nota 1.
11 DPCM 29 aprile 1999, “Schema generale di riferimento per la predisposizione della carta del servizio idrico integrato”.
12 Il Centro, 6.1.’04.
13 DPCM 29 aprile 1999, Schema generale…
14 Ib.
15 Ib.
16 Ib.
17 Ib.
18 SASI, Carta del Servizio idrico integrato, pagg. 7 e 8.
19 DPCM 29 aprile 1999, Schema generale…
20 Così anche il COVIRI: “Al fine di evitare che la carta dei servizi sia esclusivamente uno strumento di comunicazione aziendale, appare necessario prevedere che la stessa faccia parte integrante del contratto di servizio fra l’ente pubblico titolare delle infrastrutture e colui che riceve la gestione del servizio. Attraverso il contratto di servizio non solo quindi dovrebbero essere disciplinati i diritti e doveri dei contraenti ma, visto che l’oggetto del contratto attiene all’erogazione di un servizio a terzi, anche le caratteristiche salienti delle modalità di erogazione, attraverso una puntuale rappresentazione dei diritti nella carta della Qualità del Servizio”, Rapporto… , p. 111.
Possiamo fidarci della SASI? (1)
1. IL SERVIZIO RESO.
Quest’anno “non avremo i gravi problemi del passato. Sulla Maiella non sono mancate neve e pioggia: le sorgenti del nostro acquedotto si sono ricaricate a sufficienza. L'acqua la prossima estate non mancherà”. Parole di Giuseppe Di Campli, presidente della SASI, riportate sui giornali dello scorso 21 Maggio . Proprio in quei giorni, a Vasto, prendeva inizio la consueta sospensione dell’erogazione idrica, dalle 19 alle 6 del giorno dopo. Come sempre, senza alcun preavviso.
Il 20 Giugno (tre giorni prima del ballottaggio elettorale) il presidente della SASI ribadiva: “Al momento non ci sono elementi per temere una penuria di acqua. L’acqua nei 92 centri del Chietino ci sarà per tutta l’estate.” Il 24 Giugno (il giorno dopo le elezioni), a Vasto, l’interruzione è stata anticipata alle 17. Il primo Luglio il presidente della SASI ammetteva, finalmente: “potrebbero [!!] verificarsi delle interruzioni a Lanciano e in altri paesi”.
Il passaggio della gestione del servizio idrico dai Comuni ad enti, come la SASI, sovracomunali, sta creando più problemi di quanti ne risolva. E’ un dato di fatto che la nuova gestione, che avrebbe dovuto (sono parole della legge istitutiva) conformarsi ai principi di “efficacia, efficienza ed economicità” , si stia facendo conoscere ai cittadini solo ed esclusivamente per l’aumento generalizzato delle tariffe. Nel frattempo:
a) Si è creato un piccolo apparato politico-amministrativo di presidenti e consiglieri di amministrazione , nominato dai partiti, lautamente remunerato , e sottratto al controllo diretto dei cittadini;
b) Sul servizio svolto non vengono fornite informazioni, come pure la legge richiede espressamente ; ovvero, come s’è visto, ne vengono fornite di incomplete o fuorvianti. Forse non è superfluo ripetere che un deficit di informazione equivale a un deficit di democrazia. E che una buona informazione sullo stato dei servizi pubblici è la prima condizione per il loro adeguato funzionamento. Senza informazione non c’è controllo, e senza controllo l’interesse pubblico, alla lunga, non viene tutelato.
c) Vengono per lo più ignorate le garanzie poste dalla legge a tutela dei consumatori come contrappeso alla delocalizzazione del servizio – la Carta dei Servizi in particolare;
d) I tempi relativi agli investimenti annunziati restano nel vago.
Sui punti c) e d) torneremo in due prossimi comunicati.
Ci occuperemo qui del punto b). E lo faremo divulgando i dati sullo stato del servizio di acquedotto nell’intero territorio dell’ATO 6 (92 comuni), tratti dal Piano d’Ambito – ATO n. 6 Chietino - Dicembre 2002, elaborato a suo tempo dalla Sogesid SpA (una società del Ministero dell’Economia e delle Finanze). Informazioni più aggiornate non esistono; o, se esistono, non sono state rese note. Aggiungiamo solo che queste notizie, benché, come si vedrà, rivestano tutte un certo pubblico interesse, non sono state diffuse alla stampa né dalla SASI, come abbiamo detto, né dai partiti, pure presenti (almeno i maggiori) nei Consigli d’Amministrazione.
1) Vi è anzitutto un “altissimo livello delle perdite, pari a circa il 56,1 % sull’immesso in rete e, quindi, al 128% dell’erogato effettivo”. Sui 52 ATO censiti nel 2002 su scala nazionale dal Comitato per la Vigilanza delle Risorse Idriche (COVIRI) il dato ci colloca al 47° posto per efficienza delle reti.
2) “I casi di carenza idrica all’utenza finale, determinata tanto da carenza di risorsa primaria che ancor più dal livello di perdite fisiche delle reti di distribuzione, costringe gran parte dei Comuni a ricorrere alla turnazione del servizio, erogando il medesimo solo per alcune ore del giorno. Quasi il 78% della popolazione è interessata da questo disservizio in maniera sistematica. Si sottolinea la gravità di questa situazione sia per gli effetti di ulteriore degrado che ne derivano sulla rete (colpi d’ariete conseguenti alle manovre) e ancor più, per i rischi di contaminazione delle risorse idriche provocati da immissione di inquinanti nella rete nelle ore di fermo idraulico (cioè in regime di depressione) ”. Nei comuni di Carunchio, Celenza sul Trigno, Filetto, Fresagrandinaria, Furci, S. Giovanni Lipioni, Tufillo le interruzioni dell’erogazione idrica sono di norma per 12 mesi all’anno. A Canosa Sannita, Palmoli, Villamagna per 10 mesi. A Gissi e Orsogna per 8. A Casalbordino e Gessopalena per 7. Ad Atessa, Castelguidone, Guardiagrele, Roccaspinalveti, Schiavi d’Abruzzo, Torrebruna per 6, eccetera.
3) Di conseguenza,“i consumi idrici pro-capite netti di molti Comuni, in ragione di oltre 93.000 abitanti, pari a circa al 34% della popolazione residente, risultano essere inferiori al livello minimo di 150 l/ab/g stabilito dalle direttive nazionali . Il deficit di domanda insoddisfatta che ne risulta è pari attualmente a circa il 49% ”.
4) L’età delle reti. “Circa il 51% presenta tubazioni che hanno un’età maggiore ai quarant’anni. Lo stato di conservazione risulta buono per il 35% delle condotte, sufficiente per il 48%, insufficiente per il 6% ed addirittura scarso per l’11% .”
5) “Nei comuni di Vasto e Fossacesia sono risultate presenti tubature in eternit ”. La lunghezza totale di queste tubature è di 5 km. Di essi 4,3 risultano presenti nella rete di Vasto.
3 Settembre ’04
POSSIAMO FIDARCI DELLA SASI?
IL SERVIZIO RESO.
Quest’anno “non avremo i gravi problemi del passato. Sulla Maiella non sono mancate neve e pioggia: le sorgenti del nostro acquedotto si sono ricaricate a sufficienza. L'acqua la prossima estate non mancherà”. Parole di Giuseppe Di Campli, presidente della SASI, riportate sui giornali dello scorso 21 Maggio1. Proprio in quei giorni, a Vasto, prendeva inizio la consueta sospensione dell’erogazione idrica, dalle 19 alle 6 del giorno dopo. Come sempre, senza alcun preavviso.
Il 20 Giugno (tre giorni prima del ballottaggio elettorale) il presidente della SASI ribadiva: “Al momento non ci sono elementi per temere una penuria di acqua. L’acqua nei 92 centri del Chietino ci sarà per tutta l’estate.” 2 Il 24 Giugno (il giorno dopo le elezioni), a Vasto, l’interruzione è stata anticipata alle 17.3 Il primo Luglio il presidente della SASI ammetteva, finalmente: “potrebbero [!!] verificarsi delle interruzioni a Lanciano e in altri paesi”.4
Il passaggio della gestione del servizio idrico dai Comuni ad enti, come la SASI, sovracomunali, sta creando più problemi di quanti ne risolva. E’ un dato di fatto che la nuova gestione, che avrebbe dovuto (sono parole della legge istitutiva) conformarsi ai principi di “efficacia, efficienza ed economicità”5, si stia facendo conoscere ai cittadini solo ed esclusivamente per l’aumento generalizzato delle tariffe. Nel frattempo:
Si è creato un piccolo apparato politico-amministrativo di presidenti e consiglieri di amministrazione6, nominato dai partiti, lautamente remunerato7, e sottratto al controllo diretto dei cittadini;
Sul servizio svolto non vengono fornite informazioni, come pure la legge richiede espressamente8; ovvero, come s’è visto, ne vengono fornite di incomplete o fuorvianti. Forse non è superfluo ripetere che un deficit di informazione equivale a un deficit di democrazia. E che una buona informazione sullo stato dei servizi pubblici è la prima condizione per il loro adeguato funzionamento. Senza informazione non c’è controllo, e senza controllo l’interesse pubblico, alla lunga, non viene tutelato.
Vengono per lo più ignorate le garanzie poste dalla legge a tutela dei consumatori come contrappeso alla delocalizzazione del servizio – la Carta dei Servizi in particolare;
I tempi relativi agli investimenti annunziati restano nel vago.
Sui punti c) e d) torneremo in due prossimi comunicati.
Ci occuperemo qui del punto b). E lo faremo divulgando i dati sullo stato del servizio di acquedotto nell’intero territorio dell’ATO 6 (92 comuni), tratti dal Piano d’Ambito – ATO n. 6 Chietino - Dicembre 2002, elaborato a suo tempo dalla Sogesid SpA (una società del Ministero dell’Economia e delle Finanze). Informazioni più aggiornate non esistono; o, se esistono, non sono state rese note. Aggiungiamo solo che queste notizie, benché, come si vedrà, rivestano tutte un certo pubblico interesse, non sono state diffuse alla stampa né dalla SASI, come abbiamo detto, né dai partiti, pure presenti (almeno i maggiori) nei Consigli d’Amministrazione.
Vi è anzitutto un “altissimo livello delle perdite, pari a circa il 56,1 % sull’immesso in rete e, quindi, al 128% dell’erogato effettivo”.9 Sui 52 ATO censiti nel 2002 su scala nazionale dal Comitato per la Vigilanza delle Risorse Idriche (COVIRI) il dato ci colloca al 47° posto per efficienza delle reti.10
“I casi di carenza idrica all’utenza finale, determinata tanto da carenza di risorsa primaria che ancor più dal livello di perdite fisiche delle reti di distribuzione, costringe gran parte dei Comuni a ricorrere alla turnazione del servizio, erogando il medesimo solo per alcune ore del giorno. Quasi il 78% della popolazione è interessata da questo disservizio in maniera sistematica. Si sottolinea la gravità di questa situazione sia per gli effetti di ulteriore degrado che ne derivano sulla rete (colpi d’ariete conseguenti alle manovre) e ancor più, per i rischi di contaminazione delle risorse idriche provocati da immissione di inquinanti nella rete nelle ore di fermo idraulico (cioè in regime di depressione)11”. Nei comuni di Carunchio, Celenza sul Trigno, Filetto, Fresagrandinaria, Furci, S. Giovanni Lipioni, Tufillo le interruzioni dell’erogazione idrica sono di norma per 12 mesi all’anno. A Canosa Sannita, Palmoli, Villamagna per 10 mesi. A Gissi e Orsogna per 8. A Casalbordino e Gessopalena per 7. Ad Atessa, Castelguidone, Guardiagrele, Roccaspinalveti, Schiavi d’Abruzzo, Torrebruna per 6, eccetera.12
Di conseguenza,“i consumi idrici pro-capite netti di molti Comuni, in ragione di oltre 93.000 abitanti, pari a circa al 34% della popolazione residente, risultano essere inferiori al livello minimo di 150 l/ab/g stabilito dalle direttive nazionali13. Il deficit di domanda insoddisfatta che ne risulta è pari attualmente a circa il 49% 14”.
L’età delle reti. “Circa il 51% presenta tubazioni che hanno un’età maggiore ai quarant’anni. Lo stato di conservazione risulta buono per il 35% delle condotte, sufficiente per il 48%, insufficiente per il 6% ed addirittura scarso per l’11%15.”
“Nei comuni di Vasto e Fossacesia sono risultate presenti tubature in eternit16”. La lunghezza totale di queste tubature è di 5 km. Di essi 4,3 risultano presenti nella rete di Vasto.17
1 Il Messaggero, 21.5.04.
2 Il Centro, 20.6.04.
3 Questa volta è stato il Comune ad annunciarla. “La decisione è stata adottata dal Comune per evitare disagi” (sic). Il Centro, 24.7.04.
4 Il Centro, 1.7.04.
5 Legge 5 gennaio 1994, n. 36 (legge Galli), art 9.
6 Tredici unità tra ISI (3), ATO (5) e SASI (5).
7 Non abbiamo i dati sul costo dei Presidenti e dei Consigli di Amministrazione di ATO, ISI e SASI. Sappiamo però che, su scala nazionale, il costo degli organi istituzionali degli ATO organizzati (come il nostro) in consorzio è pari al 21% delle spese correnti. Fonte: Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche, Relazione annuale al Parlamento sullo stato dei servizi idrici. Anno 2003. Roma, luglio 2004, p. 60.
8 Diamo di seguito un elenco degli obblighi di informazione che la legge pone a carico dell’ente di gestione: 1) Assicurare l'informazione agli utenti, promuovere iniziative per la diffusione della cultura dell'acqua e garantire l'accesso dei cittadini alle informazioni inerenti ai servizi gestiti (legge 5 gennaio 1994, n. 36 (legge Galli), art 23 comma 2; 2) Predisporre, entro il 31.3 di ogni anno, una relazione sui risultati conseguiti, dando ad essa adeguata pubblicità (DPCM 27 gennaio 1994 (direttiva Ciampi), II,5.2 e DPCM 29 aprile 1999); 3) Rendere pubblici periodicamente, con cadenza almeno semestrale, i principi quali-quantitativi relativi al servizio erogato (D.P.C.M. 4 marzo 1996 allegato 8/8, 8.4.6 e DPCM 29 aprile 1999); 4) Sottoporre gli standard a verifica con gli utenti in adunanze pubbliche (direttiva Ciampi, II,1.4 e II,5.4); 5) Curare la pubblicazione degli atti che discoplinano l’erogazione dei servizi e regolano i rapporti con gli utenti (direttiva Ciampi, II,2.3.d); 6) Attivare forme di consultazione degli utenti e delle loro associazioni (DPCM 29 aprile 1999); 7) Informare gli enti locali delle eventuali turnazioni (D.P.C.M. 4 marzo 1996 allegato 8/8, 8.2.10 e DPCM 29 aprile 1999).
9 ATO n. 6 Chietino Piano d’Ambito, Capitolo II, pag. 106. A Vasto le perdite sono del 53,75%, pari al 116% dell’erogato effettivo (Capitolo 3, tabella 24/3).
10 Comitato per la Vigilanza delle Risorse Idriche, Lo stato dei servizi idrici – Anno 2002, pag. 27.
11 ATO n. 6 Chietino Piano d’Ambito, Capitolo II, pagg. 98-99.
12 Allegato 2, tabella 18.
13 In Italia il valore medio rilevato è di 297 l/ab/g.
14 ATO n. 6 Chietino Piano d’Ambito, Capitolo II, pag. 111.
15 ATO n. 6 Chietino Piano d’Ambito, Capitolo III, pag. 20.
16 Ib, pag. 21.
17 Allegato 3, tabella 3.